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Referendum Cannabis: obiettivo raggiunto!

Il 28 ottobre il Comitato Referendum Cannabis insieme ai rappresentanti di “Meglio legale”, Radicali italiani e dell’associazione Luca Coscioni hanno consegnato 630 mila firme di cittadini favorevoli al referendum sulla legalizzazione della cannabis in Corte di Cassazione, firme raccolte per la prima volta in Italia solo online e in un tempo record: solo 5 giorni.
La grande mobilitazione dell’opinione pubblica per il referendum cozza non poco con il silenzio della politica. Tra i principali partiti, infatti, nessuno si è schierato a favore del referendum e tutti (o quasi) l’hanno ignorato. Soltanto il fondatore del M5S, Beppe Grillo, si è esposto pubblicando un post sul suo blog per sostenere l’iniziativa di raccolta firme mentre, come controcanto, il “capo politico” Giuseppe Conte si è detto favorevole solo alla cannabis terapeutica. Con un ritardo, quindi, di quindici anni da quando è stata resa legale…

Se i grandi partiti si sono ben guardati dal prendere una posizione, speriamo lo facciano prima del voto referendario, è giusto registrare il sostegno dei partiti minori partendo da Radicali Italiani e Più Europa, che hanno raccolto in due week end migliaia di firme ai banchetti, Potere al Popolo, Verdi, Possibile, Sinistra Italiana, Volt e Rifondazione Comunista.
Con il referendum si chiede ai cittadini l’abrogazione parziale o totale di una legge. Il quesito proposto dal comitato promotore, che dovrà passare ora il vaglio della Costituzionale entro febbraio 2022, interviene sul Testo Unico degli stupefacenti e sostanze psicotrope approvato più di trent’anni fa, nel 1990. In Italia i consumatori di cannabis sono circa sei milioni, 22 milioni nell’Unione Europea.
Il referendum si propone di depenalizzare la condotta di coltivazione, eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla cannabis - con eccezione dell’associazione finalizzata al traffico illecito e allo spaccio - e abrogare la sospensione della patente per detenzione di sostanze stupefacenti, uno dei tanti paradossi dell’attuale normativa che applica la sanzione anche se il soggetto non si trova alla guida di un’auto o di un motorino.

Il proibizionismo totale sul consumo di cannabis ha di fatto creato un monopolio criminale nella gestione delle sostanze illegali e del mercato nero criminale. Secondo la relazione della Direzione investigativa antimafia, le mafie in Italia hanno guadagnato 6,5 miliardi di euro dallo spaccio di cannabis, che resta la sostanza più sequestrata con un dato costantemente superiore al 70%.
Il narcotraffico è una delle attività più redditizie della criminalità organizzata. Questo perché mette a disposizione una grande liquidità da riciclare per acquistare attività legali: alberghi, bar, farmacie”, spiega Antonella Soldo portavoce e project manager di Meglio legale. “La guerra alla droga oggi in Italia si fa con strumenti non adeguati all’obiettivo. La droga sul dark web non viene nemmeno rintracciata. Se utilizziamo mezzi e risorse in questo modo non riusciamo a perseguire reati più pesanti e droghe pesanti.”

Sui diritti e le battaglie civili, la società ha una visione più avanzata della politica. ll sondaggio condotto da Swg su 1200 persone maggiorenni per conto di Meglio Legale, ha rilevato che il 58% degli italiani sarebbe favorevole alla legalizzazione della cannabis. Le differenze tra i partiti sono evidenti anche se il margine dei favorevoli tra i due schieramenti non è siderale, come osserva Soldo: “Tra il 70% e l’80% dell’elettorato di Pd e 5 Stelle. Anche l’elettorato Lega-Fdi ha rivelato che il 40% è favorevole. Questo sondaggio rileva anche che più le persone sono informate, più sono a favore”. E una delle motivazioni principali per la legalizzazione espresse dagli intervistati è proprio l’obiettivo di togliere mercato e potere alla criminalità organizzata.
La strada che porta alla legalizzazione è ancora lunga ma siamo a buon punto. Ora serve l’impegno di ognuno di noi a votare e a convincere chiunque di andare al seggio e votare Sì al referendum.