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Coltivazione domestica. Primo sì del Parlamento

Il testo unificato che introduce la liceità della coltivazione di 4 piante di cannabis, la diminuzione delle pene per la lieve entità e l’eliminazione delle sanzioni amministrative è stato adottato dalla commissione Giustizia della Camera. Una buona notizia, ma l’iter è ancora lungo.

Con un voto che ha visto a favore Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e i deputati Riccardo Magi (+Europa-Radicali) ed Elio Vito (FI), l’astensione di Italia Viva e il voto contrario di Lega, Fratelli d’Italia e Coraggio Italia, è stato adottato dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati il testo base unificato intitolato “Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di coltivazione, cessione e consumo della cannabis e dei suoi derivati”.
Redatto dal relatore e Presidente della Commissione, Mario Perantoni, il testo unificato prevede la possibilità di coltivarsi in casa fino a 4 piante femminili di cannabis, la diminuzione delle pene per i reati di lieve entità con la differenziazione fra le sostanze leggere e pesanti e la cancellazione delle sanzioni amministrative per le persone che usano sostanze. Al suo interno però anche alcune disposizioni di segno opposto, come l’innalzamento delle pene per i reati legati allo spaccio (che da 2 a 6 anni di carcere diventano da 2 a 10) o l’aggravante per lo spaccio ai minori che esclude a priori l’applicabilità del fatto di lieve entità.
“Si tratta certamente di una buona notizia – ha commentato Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe – che non arriva certo inaspettata dopo più di un anno di discussione in Commissione Giustizia. Sarebbe un grande passo in avanti, sia perchè finalmente si toglierebbe dalla sfera penale la coltivazione di cannabis ad uso personale, ma anche per la rimozione delle odiose sanzioni amministrative, che oggi coinvolgono decine di migliaia di giovani ogni anno, ed hanno il solo effetto di creare stigma e marginalizzazione. Di notevole importanza anche la diminuzione delle pene per i fatti di lieve entità, che riprende la proposta di riforma del Testo Unico sulle droghe promossa dalla Società civile, e che riporta almeno questo pezzo di normativa degli stupefacenti nell’alveo della proporzionalità della pena. Vanno ringraziati per questo i parlamentari Riccardo Magi e Caterina Licatini per la caparbietà e il Presidente Perantoni per aver interrotto lo stallo della discussione in commissione. Destano preoccupazione invece alcune norme forcaiole inserite nel testo, ma l’iter è ancora lungo e ci auguriamo vengano emendate prima dell’approdo in aula.”
“È un risultato importante, ottenuto sulla scia della giurisprudenza della Corte di Cassazione ma anche grazie alla capacità dei gruppi parlamentari di confrontarsi e trovare una sintesi ragionevole su una materia che la società ha già elaborato e codificato nei comportamenti individuali”, dice Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera”.
Riccardo Magi, il deputato radicale che ha il merito di aver avviato questa iniziativa rivendica il risultato: “Negli ultimi due anni ho lavorato perché, tra le altre cose, si riuscisse ad aprire in Parlamento un dibattito sulla riforma della normativa italiana sugli stupefacenti che ha creato e continua a creare troppi danni ai singoli cittadini e alla società tutta. Alla fine del 2019 ho depositato una proposta di legge che prevede la depenalizzazione dei fatti di lieve entità, con distinzione tra le diverse sostanze e la totale decriminalizzazione della coltivazione domestica per uso personale. La Commissione Giustizia alla Camera ha adottato il testo base che recepisce questi contenuti. È una tappa importante per garantire la prosecuzione dell’iter parlamentare ma è ancora più importante che i principali gruppi di maggioranza si impegnino a chiedere l’esame in Aula di questa proposta scongiurando il rischio che per mancanza di volontà politica essa non trovi una corsia sicura per arrivare all’approvazione definitiva”.
A questo punto sarà il momento degli emendamenti e della discussione che potrà portare all’eventuale voto per il passaggio all’aula della Camera per la discussione generale. Se la legge fosse approvata dalla Camera dei Deputati poi dovrà seguire lo stesso iter al Senato e il tempo, prima del termine di questa legislatura, non è poi molto…