Skankin’ Drops

Skankin’ Drops non è definibile come una “classica” reggae band perché al suo interno gode di diversi elementi di originalità che la rendono davvero unica nel suo genere: un insieme di caratteristiche che si sono affinate negli anni ma che erano già presenti e ben radicate nel gruppo dalla sua nascita, che avviene a Bolzano nell’estate 2013.
I brani proposti dagli Skankin’ Drops sono cantati in lingua inglese da Michela “Tinkerbell” Campaner ed Enrica Pedrotti, entrambe co-leaders sul palco. A loro si aggiunge Angelo “Kiuppo” Ippati che con i suoi brani in dialetto porta una carica di energia dal Salento con liriche ben radicate e intrise della vita passata sia in terra natia che in Alto Adige dove ha intrecciato rapporti con dj e artisti reggae.
Il nucleo musicale degli SKD si compone inoltre di Fabio “Skato” Scatolini alla batteria e Igor Pallaver alla chitarra ritmica, precedentemente membri di celebri gruppi locali come Raggareggae e We and Them, e Michele “Bassie” Giancola, già selecta di Fire Foundation Soundsystem. Tastiere ed organi sono curati da Marco Pellin, proveniente invece da diverse esperienze nel mondo pop. A chiudere, Kiuppo che quando non canta riempie lo spazio sonoro di armonie suonate col suo sax.
A inizio 2014 la data dell’esordio dal vivo a cui seguono fulminei una trentina di live in tutto il Trentino Alto-Adige.
Nel corso degli anni successivi prendono forma le prime produzioni originali sulla scia di decine di concerti durante i quali il groove e le armonizzazioni della band si sono raffinati.
Dalla voglia di racchiudere l’esperienza raccolta in questi anni di attività, nel 2019 viene realizzato dal gruppo quello che è il loro disco d’esordio: Do the Skankin’.
Dopo una prima pre-produzione, gli Skankin’ Drops si sono rivolti a Beat Studios, nelle cui sale sono stati professionalmente seguiti da Andrea Polato ed Alessandro Damian. Le registrazioni degli inediti si sono svolte usando la tecnica del “live in studio” per riportare il feeling dei live in sala di registrazione. Dati gli ottimi risultati ottenuti, il gruppo viene supportato dall’etichetta Shanti Powa Records, e così il mix viene eseguito da Sheepproductions (Florian Gamper e Thomas Maniacco) all’interno del suggestivo Roots Stable Studios, ai piedi dello Sciliar.
La band bolzanina sceglie infine il vinile come supporto fisico dell’album, per la qualità del mezzo e la sua forte presenza nel mondo reggae. Quindi mastering e stampa vengono curati da Curved Pressings a Londra.
Dopo il lancio dei due singoli “Brain Jam”, con uno spettacolare Lyric Video su Reggaeville, e l’estiva “Segui il tuo raggio”, l’album Do the Skankin’ prende ufficialmente vita a novembre 2020, diventando finalmente disponibile per il pubblico su tutte le principali piattaforme.
Nel lavoro degli Skankin’ Drops si colgono differenti influenze: dallo ska al rocksteady, dal dub alla dancehall fino al puro e classico roots e in Do the Skankin’ oltre alla cura del suono, viene riposta molta attenzione anche al contenuto dei testi. Nelle tracce dell’album si affrontano infatti varie tematiche, alcune più leggere ed altre più impegnate, con riferimenti che vanno dal mondo dei social, al rispetto per la natura, dai flussi migratori, allo sfruttamento sul lavoro.
Il disco vanta inoltre le collaborazioni di Wicked and Bonny e Bastia Man (Back A Wall Records) per due potenti dub versions, stampate su 10’’ in versione limitata e destinate alla scena Sound System amata e supportata dalla band.
Gli Skankin’ Drops ora guardano al futuro, lavorando a nuove produzioni, pronti per tornare sul palco con tutta la loro energia!