Intervista esclusiva a SIR DAVID RODIGAN

Caro David come sempre è un piacere sentirti, come stai, che situazione c'è in Gran Bretagna, gimme the signal!!!
«Sono di buon umore ed in buona salute, grazie Steve, e mando i miei saluti ed i migliori auguri a tutti i lettori della rivista Rasta Snob che ora è in stampa da ben 33 anni …. (((accendino)))). Ho fatto la mia prima dose di vaccino, e questo mi conforta e rassicura contro questo orrendo virus Covid che ci ha portato via molti del nostri amati amici più cari nonché Toots Hibbert. La situazione qui negli UK sta migliorando in modo positivo, ora ci è permesso incontrare gli amici al ristorante o al pub e questa è una buona cosa perchè molte persone sono sole ed incontrarsi con altra gente, parlare e scambiare pensieri ed idee è molto importante per la nostra salute mentale. Inoltre, praticamente, tutta la popolazione sopra i 50 anni di età è stata ora vaccinata.
Per caso ti sei comprato un paio di clarks jamaicane???
«Si Steve, infatti ho un nuovissimo paio di Clarks molto speciali, in stile giamaicano con i colori della bandiera giamaicana, nero, verde e oro, ricamati sulle scarpe. Molto belle … ha ha ha».
David ci puoi raccontare l'evento del 27 Giugno al Kenwood House di Londra???
«Kenwood House è una bellissima vecchia casa situata in Hampstead Heat ed è stata per molti anni, un luogo molto famoso per i concerti estivi all'aperto. Sono molto felice di poter presentare la Outlook Orchestra in concerto il 27 Giugno insieme a speciali ospiti come cantanti. E' una serata familiare, così i genitori potranno portare i loro bambini e ci saranno anche bancarelle con cibo giamaicano, così la gente potrà mangiare e bere e far festa mentre la musica suona. Inoltre, avremo parecchi ospiti speciali, dee jays che suonano nel pomeriggio e la sera presto prima che l'Orchestra prenda posto sul palco, oltre ai selectors dei sound systems giamaicani così che sia una grande celebrazione della musica reggae dalle origini che risalgono al periodo dello ska e del rocksteady degli anni '60».
Purtroppo in questo periodo di Covid 19 sono scomparsi tantissimi artisti jamaicani, volevo da te un ricordo particolare su U-Roy e Bunny Wailer...
«La scomparsa di U Roy e Bunny Wailer è una perdita terribile per la nostra musica perchè loro erano delle figure di spicco molto importanti e leggendarie ed hanno contribuito tantissimo alla musica ed alla cultura. “Blackheart Man” di Bunny è ritenuto semplicemente il più grande album reggae mai realizzato ed è una straordinaria testimonianza delle sue qualità sia come autore di testi che come arrangiatore musicale. Certamente U Roy ha reso popolare lo stile del “parlare in rima e a tempo” sopra basi musicali ed era così bravo in questo che divenne un star sia in Jamaica che all'estero».
Invece volevo chiudere con un tuo giudizio sulle ultime incisioni reggae in the world, chi ti ha colpito di più, che cosa ci puoi suggerire....
«Il futuro della musica reggae è luminoso e credo che saremmo sempre sorpresi da nuovi talenti, sicuro come la notte segue il giorno, ma forse non nello stesso modo prolifico dei primi periodi del suo sviluppo. La scena si è in molti modi attenuata per via delle nuova musica trap dell'isola che lascia molto a desiderare dal punto di vista delle liriche e della ritmica, specialmente se sei un fan del vero reggae, ma il reggae autentico è ancora in ascesa. In particolare è dalle donne che stiamo assistendo a nuove ed incredibili incisioni specialmente da Bella Blair, Jah9, Lila Ike, Savana, Jaz Elise e Jada Kingdom con una menzione speciale per Koffee per tutto ciò che ha fatto per portare nuova attenzione alla musica giamaicana con la sua canzone “Toast” del 2018 che è stato un grandissimo successo a livello internazionale. Qui nel Regno Unito abbiamo molte bands, produttori e cantanti fantastici come Gentleman's Dub Club, Mungo's Hi Fi, Kiko Bunn, Liam Bailey, General Roots, Holly Cook e molti altri».
Un messaggio ai lettori di RASTA SNOB MAGAZINE...
«Massimo rispetto a tutti i lettori di Rasta Snob per supportare la rivista durante tutti questi anni. Rimanete forti e fedeli alla musica che noi tutti amiamo: il Reggae!».
Thanks to Marcella Ziosi per la traduzione e Bruno Giusti per l'organizzazione.